Federico II Jazz Orchestra

12 aprile 2009
Ore 21.30 Napoli
Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta
Concerto della Federico II Jazz Orchestra

Nella primavera del 2004 per iniziativa del dott. Stefano Irace, consigliere dell’amministrazione della Federico II, da sempre appassionato di jazz, ha elaborato il progetto dell’orchestra. Per il ruolo di direttore dell’orchestra la scelta è caduta su Mario Raja, fra i più noti arrangiatori italiani, Giulio Martino come direttore artistico. Raja, che vive a Roma ma è napoletano di nascita, ha sposato il progetto con entusiasmo. Nel gennaio del 2004 sono state convocate con un bando le audizioni rivolte a tutti gli studenti, ai docenti e ai non docenti in grado di suonare uno strumento con sufficiente competenza. L’adesione è stata notevole, dimostrazione dell'attesa di un progetto già avviato da tempo in molte Università. Da questi sono stati scelti i ventuno musicisti che compongono l’orchestra. L’organico scelto è quello di una big band di jazz (con trombe, tromboni, sassofoni, basso e contrabbasso, pianoforte, chitarra e batteria), a cui è stata aggiunta una sezione anomala di due flauti, due clarinetti e due voci femminili, quest'ultime utilizzate in funzione principalmente strumentale.Questo per utilizzare un maggior numero di persone, ma anche per ottenere un suono originale, nella convinzione che il jazz sia una musica dove confluiscono influenze, atmosfere e sonorità fra le più diverse. Mario Raja ha arrangiato tutti i pezzi appositamente per quest’organico.Questo fa sì che la Federico II Jazz Orchestra suoni in un modo assolutamente originale, non riconducibile allo stile di altre orchestre del genere. Al tempo stesso in questa prima fase di vita dell’orchestra sono stati scelti una serie di brani di grandi musicisti come Miles Davis, Bill Evans o Duke Ellington per stabilire comunque un legame con la tradizione del jazz. La Federico II Jazz Orchestra presenta in concerto brani notissimi come Caravan di Ellington e Tizol accanto a un’orchestrazione fedele e quasi classica di Blue In Green di Bill Evans. Chelsea Bridge, il cavallo di battaglia di Johnny Hodges nell’orchestra di Ellington, accanto ad alcuni fra i più trascinanti pezzi del grande Charles Mingus come Devi Woman e Remember Rockfeller at Attica. Un’atmosfera affascinante e particolare è poi creata da alcune composizioni del grande Bill Evans come Interplay, Orbit e lo stupefacente Children’s Play Song, che il grande pianista aveva pensato come studio per l'infanzia e che l’orchestra ci restituisce con un andamento maestoso ed emozionante.

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